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Chiesa del San Polo

L'origine della chiesa di San Polo risale alla cappella privata di proprietà della famiglia de Pini o Pin, inserita nel borgo omonimo, probabilmente di origine medioevale. Le sue dimensioni ridotte, che fanno pensare ad un'area corrispondente l'attuale presbiterio, e il suo uso da privato a pubblico portano all'ampliamento settecentesco dell'edificio. La facciata, delimitata da due lisce lesene, presenta il portale murato dopo l'apertura di una nuova entrata sulla parete di fianco. Completano il prospetto una finestra semicircolare ed un'esile monofora campanaria, oggi priva di campanella. Quest'ultima infatti fu presa da Gabriele D'Annunzio il 12 settembre 1919 ed ora si trova al Vittoriale, appesa a prua della nave Puglia. Il campanile a sinistra della facciata, sormontato da un tamburo ottagonale, riporta sulla banderuola dell'asta del parafulmine la data 1864. Sull'architrave della porta in basso si legge l'iscrizione in latino "a San Paolo con il denaro e il lavoro della povera gente", a sostegno della tradizione che vuole la cella campanaria costruita con le pietre della vecchia chiesa demolita di San Paolo. Ridotta a fienile durante l'età napoleonica, la chiesa è in seguito riaperta al culto. La semplice aula rettangolare presenta sul pavimento una botola che porta ad una cripta, scoperta durante i lavori di restauro degli anni Sessanta. Il presbiterio, elevato rispetto l'aula e di forma quadrata, accoglie l'altare marmoreo con la pala di San Paolo, ai lati della quale compaiono due croci di consacrazione.

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