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CRALI E IL FUTURISMO

La mostra rimarrà aperta fino al 12 maggio 2019

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Gli ambiti tematici

 Grotta VergineAMBITO TRINCEA JOFFRE E GROTTA “VERGINE” (404/1063 VG)

Dopo le operazioni iniziali dell’estate del 1915 questo complesso divenne un sistema trincerato di seconda linea; l’uso principale era quello di collegamento con la linea di cresta soprastante e la quota 98. La predisposizione della linea serviva a sbarrare eventuali incursioni avversarie in caso di sfondamento delle linee antistanti ed in particolare di quella che dal “Tamburo” di quota 104 scendeva verso la quota 93 e quindi verso la cava.
Il manufatto venne rafforzato in fasi successive ed attualmente risulta in buono stato di conservazione. La particolarità principale è che lungo il suo tracciato intercetta due grotte naturali che vennero opportunamente adattate ad usi militari; in particolare la Grotta Vergine, così chiamata dopo il suo fortuito ritrovamento, che è stata riattata alla fruizione turistica dal Gruppo Speleologico Monfalconese “Amici del Fante”, rappresenta un tipico esempio di adattamento a fini bellici di cavità naturali, non infrequenti sul Carso della Grande Guerra.
Al suo interno vennero realizzati spaziosi terrazzamenti collegati da gradinate e venne servita da due ingressi sbucanti direttamente nella trincea stessa.

After the initial operations carried out in the summer of 1915, this network became a back line trenched system. Its main purpose was to allow the access to the higher line and to hill 98. The position of the trench was also used against possible enemy incursions, in case the lines were taken by the Austrians, especially the line between the “Tamburo” and hill 104, that went all the way down to hill 93 and to the cave.
The craftwork was reinforced several times and nowadays it is still well kept. Its main feature is that it is linked to two natural caves, that were eventually turned to military use. The “Virgin Cave” especially represents a typical example of a natural cavity exploited for military use during the Great War. This is a very common feature on the Carso.
The “Virgin Cave” is now accessible to tourists thanks to the work of the “Amici del Fante” Monfalcone Speleological Group. Inside the cave the space was organised into terraces linked by stairs and two more openings were dug in corrispondence of the trench.


LA TRINCEA “T.COL. AMELIO CUZZI”

Il Gruppo ANA di Monfalcone si è occupato del ripristino del tratto di trincea che si trova lungo il sentiero n.84, oltre il sottopassaggio ferroviario di Salita Mocenigo. L’opera faceva parte della linea italiana che dopo le prime operazioni del giugno 1915 correva dall’altura della Rocca sino alle pendici di quota 104. L’esercito italiano nella terza battaglia dell’Isonzo, si attestò definitivamente poco oltre: sulla quota 104, base di partenza degli assalti alle quote 121 ed 85.
La trincea, profonda quasi due metri, è accessibile tramite dei gradoni e si estende con andamento curvilineo per una trentina di metri con una larghezza media di circa un metro e mezzo. Per tutta la sua lunghezza sono disposte feritoie per fucilieri e sono visibili una piazzola per mitragliatrice, una vedetta e due cavernette ricovero.

This tract of the trench, restored by the Monfalcone A.N.A. (National Alpine Association), is a part of the main Italian line that followed the town’s heights towards east and to hill 104 of the “Tamburo”. This was also one of the strongholds in the Italian defensive system: there still is a small canyon on the north side that allowed an easy access to the advanced lines and another canyon, on the south side (Maple canyon), that acted as a sheltered corridor to allow a direct passage from the railway to the lines. This canyon also hosted an authentic “war village”
The trench is also linked to the defensive back line that cuts through hill 98 and runs down to the railway station: the Joffre Trench.


 Ambito Sella - quota 85AMBITO 2 SELLA - QUOTA 85

Si caratterizza per il profondo trinceramento in roccia rinforzato da parapetti in cemento realizzati dai reparti italiani dall’agosto del 1916 sul precedente scavo austriaco.
E’ l’elemento di collegamento tra i capisaldi delle quote 121 e 85, complesso che risultò invalicabile per più di un anno alle truppe italiane che qui concentrarono maggiormente i loro sforzi.
In breve è raggiungibile la quota 85 dedicata ad Enrico Toti sulla quale la suggestiva zona monumentale, caratterizzata da un viale ritmato da diversi cippi, commemora oltre a succitato bersagliere, altre medaglie d’oro cadute sulle alture di Monfalcone e diversi reparti che qui operarono durante la Grande Guerra.

Its main feature is the trench dug deeply into the Carso rocks and reinforced by concrete structures built by the Italians in the August of 1916 on previous Austrian digging.
It can be reached by hill 85 (“Enrico Toti hill”), where the monumental area, enriched by several decorative and memorial stones, honors not only the memory of the above mentioned infantryman, but many other fallen soldiers and divisions that fought there during the Great War.


AMBITO 1 - QUOTA 121

La quota 121 è la più alta delle alture di Monfalcone, domina la città e tutto il territorio circostante spaziando sia verso il Carso Sloveno, sia verso il mare. Caposaldo austriaco, assieme alla quota 85, costituì un ostacolo insuperabile alle truppe italiane per più di un anno (1915-1916). L’articolato sistema trincerato intervallato da postazioni per mitragliatrici e caverne, è stato realizzato dalle truppe italiane sulle preesistenti linee austro-ungariche per fasi successive.
Dall’agosto del 1916 fu per lungo tempo prima linea e fronteggiava quella austriaca di quota 77 (Sablici) e quelle sovrastanti il lago di Pietrarossa. Di particolare interesse le numerose “iscrizioni di guerra” lasciate dai militari impegnati in questo tratto di fronte.

Of all Monfalcone heights, hill 121 is the highest, towering above the town and on the surrounding territory, stretching towards the Slovenian Carso and the sea. It used to be an Austrian stronghold and, together with hill 85, proved to be the hardest obstacle for the Italian troops for over one year (1915-1916). The complicated trench system, enriched with machinegun pits and caves, was built by the Italians in different phases, starting on the pre-existing Austrian lines.
From August 1916 it functioned as the Italian front line, facing the Austrian’s hill 77 (Sablici) and the lines of Pietrarossa lake.
The several war graffiti left by the soldiers in this area are extremely interesting.


Traduzione: Chiara Valdesolo
Fotografia Grotta Vergine: Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante.
Fotografia Ambito Sella - quota 85: Archivio Dolomitenfreunde.

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