null Messaggio del sindaco Anna Maria Cisint in occasione del 25 Aprile
24 aprile 2020

Messaggio del sindaco Anna Maria Cisint in occasione del 25 Aprile

Messaggio del sindaco Anna Maria Cisint in occasione del 25 Aprile

"Le limitazioni legate al coronavirus ci portano a celebrare questa festività quest’anno nel segno della riflessione e della memoria storica. Il 25 Aprile ci richiama il periodo della rifondazione dello Stato dopo le tragiche vicende della seconda guerra mondiale, la sua trasformazione repubblicana e la formulazione di una nuova Costituzione per una democrazia fondata sulla sovranità del popolo italiano, come recita il primo articolo. Essa ci ricorda anche che il nostro territorio attraversò una delle pagini più difficili e atroci della storia del Novecento per essere stato sino al 1947 terra contesa e che, a differenza del resto del Paese, il 25 Aprile non fu la fine delle sofferenza della nostra popolazione, mentre la sua appartenenza nazionale rischio di essere compromessa, con tutte le conseguenze che ne sarebbero derivate nella limitazione delle libertà e dei diritti come dimostrano le vicende successive dei due blocchi politici che si contrastarono. Oggi possiamo dire che gli accordi del 1947 ci consentirono, oltre alla conservazione dell’appartenenza all’Italia, di restare nella parte giusta della cosiddetta cortina di ferro”.

“ Il 25 Aprile richiama ricordi e testimonianze che segnano la generosità ma anche la drammaticità d’una scelta: il sacrificio, le sofferenze, sino all’olocausto, di chi decise di mettere a rischio la propria vita nella Resistenza reclamando "Pane, pace e libertà”, come gli operai, uomini e donne, delle nostre fabbriche che si mobilitarono sin dal marzo del 1943 e che, come ci ricorda il monumento alle 503 vittime posto all’ingresso dei cantieri navali, hanno pagato un pesante tributo di vite umane. Ad essi va l’omaggio della città. Alla Residenza contribuirono tante espressioni, come quella cattolica liberale e azionista, che si riconoscono in tre diversi organi di rappresentanza, cosi come parte delle forze armate, che soprattutto nella nostra regione entrarono in questo movimento. La memoria ci ricorda anche episodi tragici come quello dell’eccidio poche settimane prima del 25 Aprile della formazione cattolica dell’Osoppo a Porzus, così come l’oscuro periodo che va dal primo maggio al 12 giugno dei quaranta giorni dell’occupazione titina della nostra città mentre l’Italia era in festa per la liberazione”.

“Celebrare il 25 Aprile è importante perché anch’essa è una tappa nel percorso che ha portato la città all’appartenenza di un’Italia democratica e sovrana. Si rischia di svilire la ricorrenza se essa viene trasformata per una battaglia ideologica di parte da parte di chi, come l’Anpi, dovrebbe essere rispettoso della memoria di quel periodo, senza manipolazioni per la ricerca di legittimazione per battaglie politiche improprie del presente, che intossicano il ricordo di quella pagina di storia. Dare la patente di buoni e di cattivi ai sindaci in base a pregiudizi politici o giudicarne il comportamento con il metro della faziosità non è un esercizio utile, in nessun momento e meno che meno in questo. Stiamo vivendo una fase di ricostruzione difficile della società e dell’economia, in balia di un governo che mostra gravi carenze e incertezze e di un Europa allo sbando. Da parte nostra vogliamo stare dalla parte dei bisogni delle comunità, non delle ideologie, perché ci sembra questo il modo migliore per celebrare quel periodo del passato e dare attualità al suo insegnamento."