Gli edifici storici

Il Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale fu costruito nel 1860 in stile neoclassico su progetto dell'architetto Perrucchetti. 

In quasi 150 anni di vita, subì diversi ampliamenti e modifiche: venne aggiunta la terrazza-loggia e dopo la Prima Guerra mondiale fu allungato incorporando parte della casa Ricci, antica residenza della guarnigione. Nella sala del Consiglio sono conservati due affreschi, provenienti dal palazzo di proprietà di Giacomo Ricci e scoperti nel 1922. Le opere raffigurano due scene del Buon Governo e sono databili all'inizio del secolo XVI, opera probabile di un "pictor vagabundus" di formazione veneta, non dotato di sicura personalità. 

Una delle due scene evoca la condanna di un omicida (vi sono rappresentati: un giocatore accanto al tavolo da gioco, la condanna inflitta dal re, il giovane cui viene bruciata la mano); l'altra mostra un corteo di giovani 1

Nel 1956, pur rispettandone le linee architettoniche, il palazzo fu alzato di un piano e completato della torre civica. 
 



 1Tratto da: Guida Artistica del Friuli Venezia Giulia a cura di Giuseppe Bergamini

Palazzetto Veneto

Situato in via Sant’Ambrogio, è in realtà l’antico palazzo del Rappresentante del pubblico che dal 1762 al 1962 era stato sede della Canonica e che fu acquistato nel 1962 dal Comune che lo fece ristrutturare secondo il progetto elaborato dall’architetto Candus. 

L’edificio venne alzato di un pano e furono completamente rifatti gli interni, si rispettarono il portale d’ingresso archivoltato, le finestre riquadrate del piano terra, il balcone con ringhiera al piano superiore, il giardino interno delimitato dai resti delle Antiche mura cittadine, abbattute nel 1838. 

PALAZZO DEL RAPPRESENTANTE DEL PUBBLICO
È un palazzo di origine veneta, costruito verso la metà del 1400 come abitazione del Podestà. 

Notizie di questo palazzo si ricavano soprattutto dal testamento del dott. Biagio Pascoli, parroco di Monfalcone che nel 1762 lo acquistò perché servisse da casa canonica per sé e per i suoi successori. 

Il testamento del Pascoli la chiama “Preson Vecchia”; infatti nel vecchio palazzo del Podestà aveva alloggiato anche una piccola guarnigione veneta, che adibì alcuni locali a prigione. Quando il Podestà si trasferì altrove, pare che nella sede vi rimasero i soldati ed il carcere. 

Nel 1762 rimaneva ben poco della costruzione originaria. Il parroco Pascoli la restaurò e di quella ricostruzione si sono conservati solo il portale d’ingresso ed il caratteristico “pergolo” in ferro battuto. L’unico ricordo della precedente sede del Rappresentante del Pubblico è il leone murato sulla facciata. Nel 1962, dopo due secoli esatti, lo stesso Rappresentante del Pubblico, ovvero il Comune, riacquistò la vecchia casa e la restaurò secondo lo stile dell’epoca. 
 

Casa Paparotti, Favoriti e Lonzar

i tratta di edifici di notevole importanza artistica e storica. 
Costruiti nel secolo XVII, furono più volte restaurati pur preservando immutate le caratteristiche e lo stile dell’epoca. Appartennero a due nobili e antiche famiglie, i Paparotti e i Favoriti, da cui il loro nome. I rappresentanti maschili di tali famiglie facevano parte di diritto del Minor Consiglio della Magnifica Comunità di Monfalcone. 

Casa Paparotti è sita in via Ceriani, presenta un portale bugnato ad arco su cui s’impostano le mensole di un balcone: Al primo piano, sopra l’architrave sovrastante l’arcale della porta sul balcone, si colloca lo stemma gentilizio del casato. 

Casa Favoriti, in via Duca d’Aosta è caratterizzata dall’importante abbaino che si apre sulla copertura, al centro della facciata. 

Casa Lonzar, in Piazza della Repubblica, conformata a corte, con un corpo basso sulla piazza e l’edificio principale parallelo sull’interno:Al centro un elegante corpo ellittico con conci in pietra riecheggia motivi settecenteschi. 

Data di aggiornamento: 2019.02.15