Parco tematico della Grande Guerra

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Il progetto

Progetto cofinanziato dall'Unione Europea (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e dalla Regione Friuli Venezia / Obiettivo 2UE.

Si tratta di un progetto realizzato dal Comune di Monfalcone per il recupero e la valorizzazione di alcuni siti del Carso monfalconese, già teatro della Prima guerra mondiale.

L’intervento è stato cofinanziato dall’Unione Europea attraverso i fondi FESR – Obiettivo 2, banditi dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per un importo di 140.000,00 euro su 210.000 di spesa ammissibile.

Il Parco si basa su un percorso di fruizione territoriale che copre un’area di circa due ettari di territorio carsico suddivisi su tre ambiti tematici:

Ambito 1 Quota 121 (Cima di Pietrarossa)
Ambito 2 Sella di Quota 85 (Quota Enrico Toti) – Trincerone
Ambito 3 Trincea Joffre – Grotta Vergine

Tutti gli ambiti sono individuati da apposita segnaletica e collegati tra loro da una rete di sentieri che, oltre a rendere fruibile l’area e a metterla in sicurezza, ha dato valore aggiunto alla riqualificazione dell’intera zona.

Il logo del Parco Tematico si richiama al profilo delle trincee in cemento presenti nella zona e riproduce la scritta “Monfalcone”, così come è stata incisa da un soldato sconosciuto in una postazione di Quota 121.

Alla co-progettazione ed alla manutenzione del Parco hanno contribuito e collaborano anche numerose associazioni locali e non, tra le quali:

Associazione Nazionale Alpini – Gruppo di Monfalcone

Amici del Carso

Club Alpino Italiano - Sezione di Monfalcone

Gruppo Speleologico del Fante

Protezione Civile Monfalcone

Dolomitenfreunde / Amici delle Dolomiti

Gruppo Ricerche e Studi Grande Guerra

 

 

Parco Tematico Secondo Intervento

Parco Tematico Secondo Intervento


Sono partiti i nuovi interventi di recupero dei siti e di miglioramento della fruibilità dei tre ambiti che compongono il Parco tematico della Grande Guerra, area realizzata nel 2005 dall’amministrazione comunale grazie al sostegno della Comunità Europea.

I lavori consentiranno di mettere in luce resti di baraccamenti, postazioni di artiglieria oltre ad ampliare i percorsi all’interno di alcuni camminamenti e ad installare la nuova segnaletica direzionale.

 

 

Note storiche - Historical notes

Note storiche - Historical notes

La prima guerra mondiale, iniziata sul fronte italo-austriaco il 24 maggio 1915, coinvolse Monfalcone fin dal 9 giugno con l’entrata in città delle prime truppe italiane e la contemporanea occupazione di parte delle quote soprastanti abbandonate dai reparti austro-ungarici per posizioni meglio difendibili.
L’abitato si trasformò in retrovia accogliendo ricoveri, comandi, ospedali e cimiteri, mentre una rete di camminamenti e le trincee di prima linea segnarono profondamente il profilo delle alture.

Le operazioni iniziali consentirono alle truppe italiane di attestarsi sui rilievi della Gradiscata, della Rocca e delle quote 98 e di collocare avamposti antistanti alle zone del “Tamburo” e di quota 93 in direzione delle quote 121 e 85, che vennero contese, conquistate e perdute ripetutamente per un anno intero, costringendo a grandi sacrifici le migliaia di uomini destinate a questo tratto di fronte.

La caduta di Gorizia (8/9 agosto 1916) permise una lieve rettifica alla linea avanzata italiana che inglobò le quote 121 di Pietrarossa e la 85, ribattezzata nel dopoguerra “Quota Enrico Toti”, tenendosi in stretto contatto con il caposaldo avversario di quota 77 di Sablici. Quest’ultimo venne superato soltanto nel maggio 1917 nel corso della decima battaglia dell’Isonzo.
Nel tardo autunno 1917 lo sfondamento austro-tedesco a Plezzo e a Tolmino costrinse i reparti italiani a ritirarsi dal Carso. Il 27 ottobre 1917 si conclusero le operazioni sulle alture circostanti Monfalcone.


The first world war bursted on the front between Austria and Italy on May 24th 1915. The town of Monfalcone has been involved in the fighting since June the 9th, when the first Italian troops entered the town in order to occupy the positions on the highlands that had been abandoned by Austro-Hungarian soldiers looking for better defenses.
Monfalcone was then turned into a backline, welcoming shelters, field hospitals, headquarters and cemeteries, while a network of front line trenches started to carve deeply in the highland.

The beginning operations allowed the Italian troops to settle on the heights of the Gradiscata, of the Rock and of Quote 98 in order to place their outposts before the “Tamburo” (drum) area and quote 93, towards q. 121 and 85. These two have been harshly contended, conquered and lost for a whole year, forcing the thousands of soldiers involved to face a great sacrifice.

The fall of Gorizia (August 8/9th 1916) allowed the reshaping of the Italian line, which could then incorporate q. 121 di Pietrarossa and q. 85, which would have been renamed quota Enrico Toti only after the war. The last enemy outpost of q, 77 by Sablici could be overcome only in May 1917, during the tenth Isonzo battle.
In late autumn 1917 the Austro-Hungarian breakthrough in Plezzo and Tolmino forced the Italians to withdraw from the Carso. On October 27th 1917 all military operations near Monfalcone were ended.

Traduzione: Chiara Valdesolo
Fotografia: Marco Mantini

 

Gli ambiti tematici

   AMBITO TRINCEA JOFFRE E GROTTA “VERGINE” (404/1063 VG)

Dopo le operazioni iniziali dell’estate del 1915 questo complesso divenne un sistema trincerato di seconda linea; l’uso principale era quello di collegamento con la linea di cresta soprastante e la quota 98. La predisposizione della linea serviva a sbarrare eventuali incursioni avversarie in caso di sfondamento delle linee antistanti ed in particolare di quella che dal “Tamburo” di quota 104 scendeva verso la quota 93 e quindi verso la cava.
Il manufatto venne rafforzato in fasi successive ed attualmente risulta in buono stato di conservazione. La particolarità principale è che lungo il suo tracciato intercetta due grotte naturali che vennero opportunamente adattate ad usi militari; in particolare la Grotta Vergine, così chiamata dopo il suo fortuito ritrovamento, che è stata riattata alla fruizione turistica dal Gruppo Speleologico Monfalconese “Amici del Fante”, rappresenta un tipico esempio di adattamento a fini bellici di cavità naturali, non infrequenti sul Carso della Grande Guerra.
Al suo interno vennero realizzati spaziosi terrazzamenti collegati da gradinate e venne servita da due ingressi sbucanti direttamente nella trincea stessa.

After the initial operations carried out in the summer of 1915, this network became a back line trenched system. Its main purpose was to allow the access to the higher line and to hill 98. The position of the trench was also used against possible enemy incursions, in case the lines were taken by the Austrians, especially the line between the “Tamburo” and hill 104, that went all the way down to hill 93 and to the cave.
The craftwork was reinforced several times and nowadays it is still well kept. Its main feature is that it is linked to two natural caves, that were eventually turned to military use. The “Virgin Cave” especially represents a typical example of a natural cavity exploited for military use during the Great War. This is a very common feature on the Carso.
The “Virgin Cave” is now accessible to tourists thanks to the work of the “Amici del Fante” Monfalcone Speleological Group. Inside the cave the space was organised into terraces linked by stairs and two more openings were dug in corrispondence of the trench.


LA TRINCEA “T.COL. AMELIO CUZZI”

Il Gruppo ANA di Monfalcone si è occupato del ripristino del tratto di trincea che si trova lungo il sentiero n.84, oltre il sottopassaggio ferroviario di Salita Mocenigo. L’opera faceva parte della linea italiana che dopo le prime operazioni del giugno 1915 correva dall’altura della Rocca sino alle pendici di quota 104. L’esercito italiano nella terza battaglia dell’Isonzo, si attestò definitivamente poco oltre: sulla quota 104, base di partenza degli assalti alle quote 121 ed 85.
La trincea, profonda quasi due metri, è accessibile tramite dei gradoni e si estende con andamento curvilineo per una trentina di metri con una larghezza media di circa un metro e mezzo. Per tutta la sua lunghezza sono disposte feritoie per fucilieri e sono visibili una piazzola per mitragliatrice, una vedetta e due cavernette ricovero.

This tract of the trench, restored by the Monfalcone A.N.A. (National Alpine Association), is a part of the main Italian line that followed the town’s heights towards east and to hill 104 of the “Tamburo”. This was also one of the strongholds in the Italian defensive system: there still is a small canyon on the north side that allowed an easy access to the advanced lines and another canyon, on the south side (Maple canyon), that acted as a sheltered corridor to allow a direct passage from the railway to the lines. This canyon also hosted an authentic “war village”
The trench is also linked to the defensive back line that cuts through hill 98 and runs down to the railway station: the Joffre Trench.


AMBITO 2 SELLA - QUOTA 85

Si caratterizza per il profondo trinceramento in roccia rinforzato da parapetti in cemento realizzati dai reparti italiani dall’agosto del 1916 sul precedente scavo austriaco.
E’ l’elemento di collegamento tra i capisaldi delle quote 121 e 85, complesso che risultò invalicabile per più di un anno alle truppe italiane che qui concentrarono maggiormente i loro sforzi.
In breve è raggiungibile la quota 85 dedicata ad Enrico Toti sulla quale la suggestiva zona monumentale, caratterizzata da un viale ritmato da diversi cippi, commemora oltre a succitato bersagliere, altre medaglie d’oro cadute sulle alture di Monfalcone e diversi reparti che qui operarono durante la Grande Guerra.

Its main feature is the trench dug deeply into the Carso rocks and reinforced by concrete structures built by the Italians in the August of 1916 on previous Austrian digging.
It can be reached by hill 85 (“Enrico Toti hill”), where the monumental area, enriched by several decorative and memorial stones, honors not only the memory of the above mentioned infantryman, but many other fallen soldiers and divisions that fought there during the Great War.


AMBITO 1 - QUOTA 121

La quota 121 è la più alta delle alture di Monfalcone, domina la città e tutto il territorio circostante spaziando sia verso il Carso Sloveno, sia verso il mare. Caposaldo austriaco, assieme alla quota 85, costituì un ostacolo insuperabile alle truppe italiane per più di un anno (1915-1916). L’articolato sistema trincerato intervallato da postazioni per mitragliatrici e caverne, è stato realizzato dalle truppe italiane sulle preesistenti linee austro-ungariche per fasi successive.
Dall’agosto del 1916 fu per lungo tempo prima linea e fronteggiava quella austriaca di quota 77 (Sablici) e quelle sovrastanti il lago di Pietrarossa. Di particolare interesse le numerose “iscrizioni di guerra” lasciate dai militari impegnati in questo tratto di fronte.

Of all Monfalcone heights, hill 121 is the highest, towering above the town and on the surrounding territory, stretching towards the Slovenian Carso and the sea. It used to be an Austrian stronghold and, together with hill 85, proved to be the hardest obstacle for the Italian troops for over one year (1915-1916). The complicated trench system, enriched with machinegun pits and caves, was built by the Italians in different phases, starting on the pre-existing Austrian lines.
From August 1916 it functioned as the Italian front line, facing the Austrian’s hill 77 (Sablici) and the lines of Pietrarossa lake.
The several war graffiti left by the soldiers in this area are extremely interesting.


Traduzione: Chiara Valdesolo
Fotografia Grotta Vergine: Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante.
Fotografia Ambito Sella - quota 85: Archivio Dolomitenfreunde.

 

Mappa del Parco tematico

Appunti e avvertenze

Sul Carso della Grande Guerra – appunti per gli escursionisti

Periodi
Per la loro particolarità le escursioni sui campi di battaglia sono da preferire nel periodo autunnale o addirittura invernale perché la bassa vegetazione agevola la percorribilità e facilita l’individuazione e la visita ai vari manufatti, che il più delle volte sono situati al di fuori dei percorsi segnalati.

Abbigliamento
E' consigliabile quello da montagna, con particolare attenzione alle calzature che devono essere solide e comunque idonee a proteggere le caviglie. Il terreno carsico, pur non presentando particolari difficoltà è generalmente sconnesso e non va quindi sottovalutato, se poi si sceglie di visitare o percorrere le opere militari si dovrà procedere con maggiore attenzione per evitare possibili cadute o distorsioni.


Attrezzatura
E' sufficiente un piccolo zaino per la giacca a vento o per indumenti pesanti e per la quasi indispensabile macchina fotografica.

Avvertenze
In linea di principio le escursioni non vanno mai condotte da soli; inoltre non è consigliabile avventurarsi nelle frequenti cavità se non si è accompagnati da speleologi o comunque da persone esperte dei luoghi e soprattutto senza una valida fonte di illuminazione. D’estate o nei periodi caldi cercare di evitare le zone in battuta di sole o pietrose per la possibile presenza delle vipere, non infrequente nei luoghi poco battuti. Inoltre nel caso di ritrovamenti fortuiti di ordigni bellici è preferibile evitare di maneggiarli e qualora si rinvenissero in luoghi di passaggio, segnalare la loro presenza ai Carabinieri.

Per la visita completa alle tre aree tematiche servono circa 3/3,5 ore. Si raccomanda attenzione durante la visita ai siti ed ai manufatti; l’escursione rimane comunque a proprio rischio.

Fotografia: Marco Mantini

 

Link Consigliati

Link Consigliati

 

LA GRANDE GUERRA SUL CARSO E SUL FRONTE DELL'ISONZO
a cura del Consorzio Culturale del Monfalconese

Nel sito si possono trovare testi di inquadramento storico generale e approfondimenti tematici su alcuni aspetti del conflitto: l’assalto, la vita in trincea, l’esperienza umana dei soldati, la guerra e l’industria, la propaganda.

Vari link collegano ai principali siti internet di istituzioni e associazioni che si occupano dell’argomento e una sezione News segnala iniziative, manifestazioni, novità editoriali.

Treccani web "Tra il Carso e il Mare"


Altri interessanti siti da consultare:

Museo di Caporetto

Museo Storico Italiano della Guerra - Rovereto (TN)

Museo storico di Trento

Museo della Guerra Bianca di Temù (BS)

Gruppo Speleologico Monfalconese A.D.F.

Associazione Culturale Zenobi - Trieste

Associazione Die Dolomitenfreunde - Amici delle Dolomiti

Associazione Fronte dell'Isonzo - Nova Gorica (Slo)

L'esercito austro-ungarico


Fotografie: Silvo Stok

 

Brochure

Come raggiungere il Parco

Ingressi principali

Via del Carso provenendo da Trieste:
immettersi in via Colombo, proseguire per via Romana fino a raggiungere piazzale Tommaseo (P), dal quale si prosegue a piedi verso via del Carso, seguendo le indicazioni stradali “parco tematico della Grande Guerra”.

Via del Carso provenendo dall’autostrada A4:
sia dalla direzione di Trieste che da quelle di Udine e Venezia prendere l’uscita Monfalcone Est, immettersi in via Colombo, proseguire per via Romana fino a raggiungere piazzale Tommaseo (P), dal quale si prosegue a piedi verso via del Carso, seguendo le indicazioni stradali “parco tematico della Grande Guerra”.

Salita Mocenigo provenendo dal centro città:
da piazza della Repubblica (P) percorrendo tutto Corso del Popolo si raggiunge salita Mocenigo, dalla quale si prosegue seguendo le indicazioni stradali “Parco tematico della Grande Guerra”.

Informazioni

URP Relazioni Internazionali Promozione del Territorio e Media


​​​​​IAT di Fogliano Redipuglia
Via III Armata 54
Orario di apertura
lunedì - sabato
10.00 - 12.30 e 16.00 - 19.00
tel e fax 0481/489139

Ufficio Informazioni
Aeroporto Friuli Venezia Giulia

Via Aquileia, 46
Ronchi dei Legionari
tel. 0481/773224
fax 0481/474150
info@aeroporto.fvg.it

 

Data di aggiornamento: 13.12.2019