Risorse ambientali

Il carso

Il paesaggio carsico, che dai confini orientali della provincia di Gorizia si estende a quella di Trieste per proseguire nella vicina Slovenia, si presenta come un'esperienza unica e tale da renderlo territorio dall'elevato potenziale turistico. Per una piccola porzione entra quasi dentro alla città di Monfalcone offrendo una cornice naturale di notevole bellezza sospesa tra fascino e mistero. 
Caratterizzato dalle basse colline brulle e sassose coperte da boschi e radure, il labirinto di strade e sentieri che lo solcano presenta diverse varietà botaniche, dalla macchia di boscaglia carsica alle specie tipiche della flora mediterranea e centroeuropea; boschi di Pino Nero e di Pino d'Aleppo si contrappongono ai carpini e alle roverelle. Attraversandolo possiamo incontrare diverse specie d'uccelli insettivori, granivori, migratori e stanziali, che si aggiungono alla presenza di mammiferi ed ungulati, fra cui il caratteristico capriolo. Dove il Carso si abbassa le risorgive formano dei laghetti dove non manca la fauna ittica; caratteristica che possiamo trovare nella riserva naturale regionale dei laghi di Doberdò e Pietrarossa. L'area è caratterizzata da due grandi depressioni carsiche, parzialmente riempite dal lago di Doberdo' e dal lago di Pietrarossa, che costituiscono uno dei pochi esempi di lago stagno carsico in Europa, separate da una dorsale calcarea con numerosi fenomeni carsici epigei visibili. Nei periodi di magra degli affluenti il livello delle acque cala molto e la superficie libera, non occupata dal canneto, si limita a canali e a pozze. La biodiversità sia animale sia vegetale è molto accentuata per la coopresenza di diversi ambienti naturali quali landa e boscaglia carsica e associazioni acquatiche. 
Una volta arrivati a questo punto non possiamo non fermarci al recente Centro Visite dei laghi di Doberdò e Pietrarossa. Nato con il fine di realizzare un centro di recupero e reintroduzione della fauna selvatica del Carso, di promozione dell'artigianato locale e di educazione naturalistico ambientale, occupa un'area recintata di circa dieci ettari sul versante sud del monte Debeli. L'area che comprende un punto di alimentazione per grandi rapaci, è utilizzata anche come pascolo ovino e caprino che, oltre a favorire e rappresentare un esempio di recupero della landa carsica, consente la conservazione di una zona aperta nei pressi del punto di alimentazione. Per tali caratteristiche il sito è, per grifoni ed altri grandi rapaci necrofagi, area di alimentazione. Ad accogliere i visitatori stanchi non manca un punto di ristoro. 
Ma il Carso è anche storia e cultura, memoria del turismo dei campi di battaglia disseminato di trincee e fortificazioni seminascoste dalla vegetazione, risalenti ai conflitti mondiali, in particolare alla Prima Guerra. La funzione didattica trova, infatti, nel Monfalconese un'opportunità unica in Italia. Si tratta di seguire le linee dei fronti della 1° Guerra Mondiale attraverso uno dei paesaggi bellici più articolati, composto di piccole alture carsiche teatro di sanguinose battaglie. 
Dalla città di Monfalcone partono più itinerari, tutti percorsi agevoli su strade asfaltate e rotabili. Affascinanti i castellieri la cui storia affonda In tempi remoti. Sono cinque i villaggi fortificati risalenti all'età del Bronzo nella zona carsica sopra l'abitato di Monfalcone e testimonianza di una società pastorale stanziale: la Gradiscata, le Forcate, la Rocca, il Golas e la Moschenizza. Si trovano su una quota di 60 metri s.l.m. ed in comunicazione visiva tra loro. 
Appartiene da sempre al Carso, venendo ad integrarsi con l'ambiente, la Rocca di Monfalcone. Si presenta come una struttura circolare al cui interno si eleva il mastio, in forma cubica avente lati di circa dieci metri; Il torrione si divide in tre piani con spazi argusti studiati appositamente per una difesa totale. Recentemente ristrutturata ospita un percorso espositivo facente parte della Sezione paleontologica del Civico Museo del territorio. La si raggiunge partendo direttamente dalla Piazza centrale della città per una stradina che immette improvvisamente nell'ambiente carsico e si inerpica velocemente fino alla cima della collina. Dall'alto la vista si estende sulla città, il mare e la pianura con una funzione dominante di grande effetto. 

Mare e spiagge

Mare e spiagge, risorse vissute dai locali con la massima discrezione e il dovuto rispetto, sono sicuramente un potenziale turistico ma anche e soprattutto una ricchezza da salvaguardare, bagaglio culturale e maestro di vita. E' in questa zona, tradizione e culla di grandi velisti e campioni nelle discipline nautiche, che la fascia costiera dell'Isontino offre moltissimi porticcioli, approdi e servizi nautici molti dei quali situati nella parte interna del golfo di Trieste, nel bacino di Panzano. Nelle giornate in cui tira violenta la bora o quando monta il libeccio le sponde Monfalconesi sono un sicuro approdo tant'è che, negli ultimi anni, lo sviluppo della nautica da diporto ha visto un notevole potenziamento delle strutture nate a suo supporto nelle zone del bacino di Panzano, del canale Valentinis, delle foci del Timavo e dell'Isola dei Bagni. Numerosi oramai a Monfalcone i circoli nautici e le marine da dove le imbarcazioni non solo locali ma anche provenienti dal Nord d'Italia e dai paesi dell'area germanica si lanciano per scendere lungo l'Adriatico, o dalla parte opposta verso l'Istria, la Dalmazia e la Croazia fino alla Grecia; ricordiamo il Marina Hannibal, il primo sorto a Monfalcone nel 1965 e il cui nome deriva da Annibale Pellaschier, maestro nelle regate di fama europea fino ad arrivare al recentissimo Marina Lepanto. 

Le spiagge di Monfalcone sono tutte basse e sabbiose e con un fondale marino dolcemente digradante che si estende per molti chilometri dai Bagni di Panzano, meglio conosciuti come Marina Vecchia, a Marina Julia sino al Lido di Staranzano. 

Affacciata sullo scenografico golfo di Trieste, la spiaggia di Marina Julia, cui si accede liberamente, è considerata la frazione balneare di Monfalcone; attrezzata di bar, chioschi, ombrelloni, sdraio e cabine ha alle sue spalle la cittadina turistico-balneare. Località frequentatissima dai monfalconesi ma anche meta da sempre di un turismo transfrontaliero, accoglie, nei pressi della spiaggia, l'attrezzato villaggio turistico "Albatros" con le sue piscine e bungalows, mentre, il piccolo centro urbano, offre ai visitatori diversi servizi quali negozi, bar e ristoranti. Ottime le condizioni per l'esercizio del windsurf ed altri sport all'aria aperta che richiamano nei week-end i molti appassionati locali e non. Negli ultimi anni la spiaggia di Marina Julia è stata inserita in una strategia di valorizzazione del litorale del territorio attraverso alcuni importanti interventi tra i quali la sistemazione dell'arenile e dell'argine che la congiunge con il lido di Panzano; caratteristico il rifacimento della scalinata di accesso alla spiaggia rivestita con marmi in granito rosa sardo e lastre con finitura in quarzo decorativo bicolore. Non mancano inoltre le iniziative concentrate nel mese d agosto volte a vivacizzare il sito attraverso la realizzazione di spettacoli di genere vario: concerti, cabaret e folklore offrendo divertimento, arte e cultura. 

Il Lido di Panzano, conosciuto anche come Bagni di Panzano, ma meglio noto come la "Marina Nova", è tuttora un posto tranquillo e naturale. Un'isola alberata collegata alla terra ferma da una strada asfaltata. La natura e l'ubicazione consentono la massima tranquillità e sicurezza; la spiaggia è libera, non infrastrutturata e attualmente in parte aperta al pubblico.

Data di aggiornamento: 27.02.2019